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1) Artisti

"Tutti gli uomini sono artisti"

                                              Joseph Beuys

 

 

2) Vera arte

"La vera arte è sempre là dove meno ce l'aspettiamo, là dove nessuno pensa a lei nè pronuncia il suo nome. L'arte detesta di essere riconosciuta e chiamata per nome. Appena viene scoperta, se qualcuno la mostra a dito, se la dà a gambe, lasciando al proprio posto una comparsa cinta d'alloro che porta sulle spalle un gran cartello con su scritto: ARTE"

                                   

      

                                            Jean Dubuffet

 

 

3) Passione

"I nostri film sono progetti personali nati dalla passione. Non vengono fatti a tavolino da qualcuno che vede che l'hip-hop è di moda e che i canguri sono molto amati, pensa che bisogna fare un film su un canguro che canta. Noi cerchiamo la qualità, personaggi che diventano vivi e che vivranno per generazioni."

                         John Lasseter (creativo della PixarAnimation Studios)

 

 

 

4) Viaggiare

"Se acquistate un biglietto per viaggiare in altri Paesi, andrete ad amirare i monumenti, i palazzi e le piazze, i muesi, i paesaggi e i siti storici. Se siete fortunati, avrete forse l'occasione di scambiare anche quattro parole con la gente del posto. Poi farete ritorno a casa, portandovi dietro una manciata di fotografie e cartoline. a se leggete un romanzo, sarà come comprare un biglietto che vi condurrà nei recessi più intimi di un'altra terra e di un altro popolo. Leggere un romanzo straniero è un invito a visitare la casa di altre persone e i luoghi privati di un'altra realtà."

                                                          Amos Oz

 

 

5) Comunicazione

"Credo che il punto in cui il linguaggio comincia a trasformarsi in strumento utile per la comunicazione è lo stesso in cui la poesia o l'arte entrano in gioco. Roland Barthes ha scritto del piacere che si prova leggendo quando ciò che è noto urta con l'ignoto, quando la grammatica si scontra con la non-grammatica...Se ci si misura solo con ciò che è noto, si ha la ridondanza; d'altro canto, se ci si misura solo con l'ignoto, non si riesce affatto a comunicare. C'è sempre una sorta di combinazione tra i due aspetti, ed è il modo in cui si sfiorano a vicenda che rende interessante la comunicazione."

 

                                                  Bruce Nauman

(da una conversazione con Christopher Cordes, in Bruce Nauman Print: 1970/89, cat. Leo Castelli, New York, 1989 - brano riportato in Flash Art n. 210, anno 1998)

 

 

6) Contemporaneità

"....Forse è una questione di energie diverse: c'è chi vuole recuperare un senso del mondo e chi vuole disperderlo, ma le opere di questi e di altri artisti sono come una serie di specchi che riflettono la stessa situazione in maniera diversa. Anche se poi non ho mai sentito in modo particolarmente forte questa ossessione per il contemporaneo: non mi interessa, non è così che lavoro. Parlo delle stesse cose di cui parlano gli altri, forse, ma non ho mai sentito il bisogno di essere contemporaneo a tutti i costi, di seguire mode culturali. Ciò che mi interessa davvero è l'immagine filtrata dall'interiorità"

      

                                                   Alessandro Pessoli

                                                      (da un'intervista di Gianni Romano su Flash Art n. 224 - novembre 2000)

 

7) Differenze

"L'arte oggi é un posto dove si mantiene una banca di cose particolari, una banca delle differenze"

 

                                                 Stefano Arienti

                              (da un'intervista di Marco Senaldi per Flash Art n. 188, novembre 1994)

 

 

8) Vantaggi

"Ritengo che uno dei vantaggi che abbiamo è la distanza da ogni grande movimento della storia della pittura. Noi siamo la prima generazione a non avere figure titaniche che ci coprono con le loro ombre..."

 

                                                    Matthew Ritchie

                                 (dichiarazione raccolta da Cecily Brown e riportata in  Flash Art n. 210, giugno-luglio 1998)

 

9) Dire la verità

"......Sono sempre stata contro l'idea dell'artista come essere benedetto da Dio, assiso sul cavalletto e col basco in testa. Non vedo perchè il suo lavoro debba avere per forza qualcosa a che fare con l'arte, che è cosa ben più profonda: può capitare che queste due cose coincidano, ma è successo a Piero della Francesca nella Flagellazione. Credo che la cosa importante per un artista sia quella di dire la verità"

 

                                                    Dadamaino

                              (da un'intervista di Rachele Ferrario per Flash Art n. 186,  estate 1994)

 

10) Fallimento

"Vedo là le mie sculture, di fronte a me: ciascuna di esse, anche quella in apparenza più perfetta, è un frammento, ciascuna di esse è un fallimento. Sì, un fallimento! Ma in ognuna di esse vi è un po' di ciò che un giorno mi piacerebbe creare. Questo in una, quello in un'altra e nella terza qualcosa che manca alle prime due. La scultura che sogno incorpora in sé ogni cosa che appare isolata e frammentaria in queste varie opere. Ciò suscita in me un desiderio, l'ardente desiderio di proseguire nelle mie fatiche, e forse alla fine raggiungerò lo scopo".

 

                                                Alberto Giacometti

 

11) Immagini mentali

"Personalmente mi sono sentito per anni in uno stato confusionale. Poi, però, arrivò il momento in cui mi sentii cadere la benda dagli occhi. Capii che il mio obiettivo non era più la padronanza della tecnica poiché un'altra esigenza era nata in me, la cui esistenza, fino a quel momento, mi era rimasta sconosciuta. Mi vennero delle idee che non avevano nulla a che fare con l'arte grafica, immagini così avvincenti da far nascere in me il desiderio di volerle comunicare a tutti. Ciò non poteva venire espresso a parole, perché non si trattava di pensieri trasferibili in parole ma di tipiche immagini mentali, intelligibili per gli altri solamente attraverso l'immagine visiva. Il metodo con il quale si produce un'immagine perse improvvisamente d'importanza."

 

                                              Maurits Cornelius Escher

 

 

12) Fuori dalla roccaforte

"Si dice che il pittore 'interroga il mondo'. Non è esatto: il pittore è interrogato dal mondo e gli tocca rispondere.(....)

Per significare qualcosa nella nostra epoca dobbiamo rompere la roccaforte della incomunicabilità, non sentirci assediati dal mondo e ostili ad esso, ma essere immersi nel mondo che è fatto della stessa stoffa di cui è fatto il corpo umano'"

                                          Renato Guttuso (novembre 1962)

 

13) Scandalo

"L'artista in Occidente é un designer di oggetti di successo internazionale o viene ridicolizzato come provinciale....."

"Tornare a dipingere é soprattutto un problema con sé stessi, é il superamento dell'orrore di non essere assolutamente moderno e perciò venire espulso dall'arte dalla setta radicale che più o meno esplicitamente governa da decenni. In altre parole tornare a dipingere ha corrisposto ad una ribellione al regime che imponeva all'arte di dipendere gregariamente dalla sociologia, dalla politica o dai materiali extraartistici....."

E' l'espediente che gettò l'intero sistema critico-economico, morale nel caos e nella disperazione, e fu appunto il fatto di aver evitato la mediazione ed aver instaurato rapporti diretti ed immediati con il pubblico che fece imbizzarrire i benpensanti di tutto il mondo. Arrogantemente si mostrava un lavoro scandaloso ed inattuale proprio nei luoghi consacrati alla più bigotta modernità, all'epoca ormai estenuata ed in declino, anche se al giorno d'oggi si tenta con tutti i mezzi di rispolverare"....

 

                                                     Sandro Chia

 

                             (intervistato da G. Politi, G. Di Pietrantonio ed H. Kontova su Flash Art n. 157 - estate 1990)

 

14) Cambiare

"L'arte è trovare un sistema per cambiare: come l'uomo che ha inventato la scodella per la prima volta. Così nasce la civiltà, dalla voglia di cambiare. Dopo la prima volta fare la scodella è accademia"

 

                                             Pino Pascali (maggio 1968)

 

 

 

 

 

 

15) Tragedia

"L'artista nasce da una necessità estremamente più profonda di quella dell'attualità; la tragedia, al suo inizio, rappresentava il passato, ma nel momento in cui andava a contatto, entrava nel presente, lì creava il dramma. Hanno saltato il passaggio, per questo il gusto internazionale sembra artificiale.....; saltando i passaggi non si arriva alla realtà e, quindi, neanche al dramma, ma a un'uniformità in cui anche la contraddizione si risolve in superficie"

 

                                                  Jannis Kounellis

                                                  (da un'intervista di Francesca Pasini per Flash Art n. 145,  estate 1988)

 

 

16) Integrità

"Puoi andare fino ai confini del mondo, ma devi andare integro, questa è la capacità dell'uomo; se arrivi ai confini del mondo irriconoscibile, la cosa non ha più nè conseguenza nè valore"

 

                                                  Jannis Kounellis

                                                                         (nella stessa intervista del 1988)

  

 

17) Artista dirigibile"

"Un artista la cui opera corrispondesse alle proprie intenzioni sarebbe un "artista dirigibile". Nel caso del vero artista mai l'opera corrisponde alle proprie intenzioni: figuriamoci poi a quelle degli altri!"

 

                                              Ennio Calabria (nel 1993)

 

 

18) Accademia

"E' ampiamente accettata tra i pittori l'idea che non ha importanza ciò che si dipinge purchè venga dipinto bene. Questa è l'essenza dell'accademia. Non esiste la buona pittura basata sul nulla. Il soggetto è cruciale ed è valido solo quello tragico ed eterno. Per questo professiamo l'affinità con l'arte primitiva e quella arcaica".

        

                                           Mark Rothko - Adolph Gottlieb

 

 

 

19) Lo specchio

"Il primo uomo che inventò lo specchio lo mise in posizione verticale. Il motivo é semplice; voleva vedersi in quello specchio in tutta la sua altezza. 

 

Uno specchio così è buono e bello, perché é utile e non vuole essere altro che utile. L'invenzione é stata dovuta ad un pressante bisogno, ma tutto ciò che accade per intima necessità é buono ed ha una sua giustificazione.

 

Dopo questo uomo ne vennero altri, che si dissero: finora lo specchio é stato messo verticalmente, non si chiesero perché fino ad allora lo specchio fosse stato messo verticalmente. Ritennero di poterlo anche mettere in posizione orizzontale; certo questo è possibile, ma c'é da chiedersi se ha un senso. Lo fecero perché era una cosa nuova e piaceva loro per la sua novità; una cosa però non é mai bella soltanto perché é nuova.

 

 Nella nostra epoca ci sono molti artisti che fanno qualcosa perché é nuovo; in questa novità vedono il proprio valore e la propria giustificazione; si sbagliano: il nuovo é raramente l'essenziale. Quello che conta é sempre lo stesso: migliorare le cose partendo dalla loro essenza".

                                              Henri de Toulouse-Lautrec

 

 

20) Teorie

"Anche voi, come Descartes quando pensava al Discorso del Metodo, vi troverete, un inverno, mentre fuori infuria la guerra, e la campagna è piena di neve e di freddo, vicino a una stufa accesa, in una stanza ben calda, avvolti in una soffice pelliccia; e comincerete a dibattere tutte le idee ricevute, e a rifiutarle tutte prima di averle esaminate, e vi rifarete, in quel volontario deserto della ragione, proprio soltanto alla ragione, al principio del pensare. Vi guarderete attorno, e che cosa resterà di tutte le costruzioni politiche, delle teorie, dei partiti? Nulla, o ben poco..."

 

                                      Carlo Levi

 

 

 

 

21) Etica

Senza consapevolezza etica, il pittore é soltanto un decoratore. Senza consapevolezza etica, il pubblico può essere soltanto un pubblico sensuale, un pubblico di esteti"

 

                                            Robert Motherwell

 

 

 

 

22) Chiarezza

Vorrei dipingere in modo che tutto il mondo che ha occhi in testa vedesse perfettamente chiaro.

 

                                                        Vincent Van Gogh

 

 

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