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     PAGINEBIANCHE D'AUTORE

"Basato essenzialmente su reminiscenze e passioni pittoriche che vanno dalla Pop Art al graffitismo, questo lavoro riesce nell'intento di combinare la piacevolezza dell'impianto al tema del concorso Facile Trovarsi.

Altro elemento rilevante in Cristiana Ricci è la contiguità con l'illustrazione di cui sembra citare i principali interpreti"

Luca Beatrice, recensione sulle opere selezionate e pubblicate nell'inserto a centro volume degli elenchi PagineBianche 2005 delle cinque province pugliesi

 

 

 

 

CONTROCIRCOLARITA'

"Idee in sinestesia figurativa. Diallage dialettica di concettualità invertite. Controdimostrare è insignificare l'illogica della logica. Inferenze a ritroso"

Donata Pascazio. Meridiano Sud, 30 aprile 2003

 

"Una pittura mai banale, basata com'è su riflessioni filosofico-esistenziali, ma nello stesso tempo diretta e schietta. I suoi personaggi sono quasi degli anti-eroi, alle prese con un mondo complicato e paradossale, ma non sono degli sconfitti; in bilico tra realtà e mistero, hanno la possibilità di varcare la soglia e talvolta lo fanno. 

Né manca una vena che da ironica si va facendo sarcastica (forse perchè viviamo tempi duri, difficili), ma scevra da qualsiasi forma di nichilismo"

Prof. James Borgia, 20 aprile 2003

 

"Gentile Cristiana Ricci,abbiamo avuto la gradita occasione di visionare il suo sito Internet e, apprezzando la sua strordinaria capacità di evocare mondi e situazioni fra mistero e realtà, di proporre narrazioni di grande contenuto poetico non facilmente riscontrabili, le invio sinceri complimenti".

 

Prof. Paolo Orsatti, Ferrara 7 giugno 2002

 

"La pittrice recupera gli elementi fondanti del surrealismo: l’ambiguità della figura femminile e l’incubo dell’inconscio. Una rivisitazione, tuttavia, solo formale, poiché ella si addentra nei meandri dell’inconscio con una cifra personale, mostrando sensibilità, padronanza tecnica e gusto cromatico".

Motivazione 2° premio Rassegna "Percorsi al Femminile", Bitonto maggio 2000. Giuria presieduta dall’Arch. Vincenzo Sblendorio e composta dal Prof. Giuseppe Moretti, Prof.ssa Pina Pisani, Prof.ssa Vittoria Sallustio La Piana, Prof. Nicola Ventafridda.

 

"….Cristiana Ricci, autrice di un pezzo di incomparabile bellezza, intriso di mesti presentimenti evocativi che affiorano da quella testa staccata dal corpo e da una mano lasciata sul selciato come relitto abbandonato. A suscitare in noi uno strano incantesimo è stata però la didascalia sconvolgente che ne illustra il significato simbolico: "A volte è necessario inventarsi una via di fuga". Un grido d’allarme o un urlo disperato per fuggire da un mondo insidioso e perverso?"

Corrado Pisoni su MERIDIANO SUD 15 febbraio 2000, "Una collettiva all’Hotel Oriente: quando la pittura è fantasia creativa" (commento alla mostra "Il volto e la maschera".

 

 

 

 

 

 

   "Come ogni artista, compi percorsi interiori inseguendo ideali misterici e fascinosi, ma una cifra ti distingue: la schietta sincerità del dettato interiore. Sai di vagare nell'incognito e in esso ti avventuri con la curiosità del bambino; non t'importa trovare l'ubi consistam; importante è, per te, cercare".

Prof.ssa Grazia Stella Elia, poetessa e scrittrice, Trinitapoli,  4 agosto 2002

 

 

 

 

 

"Pittrice dal forte spessore della personalità è l’artista Cristiana Ricci che con la sua pittura reale e surreale riesce a farci vivere delle misteriose e magiche suggestioni sentimentali. Le sue immagini ci colpiscono per la loro silente, armoniosa, satirica, solitudine…."

Dr. Romeo Jurescia, Critico d’arte, Galleria "La Conga" - Roma

 

                                                                                                                            

 

 

 

 

 

 

             

     Barletta, Premio Via Nazareth, ottobre 2001

                  da sinistra: Rosa Marigliano, artista,

Franco Lamonaca, giornalista e organizzatore della manifestazione,

 Oreste Lombardi, artista, Carmine Pavone, artista, mio marito Giuseppe e io

 

Non sono mai andata da nessuno a pregarlo di scrivere due righe sul mio lavoro. Tuttavia, qualcuno ha ne ha scritto e per questo li ringrazio tutti di cuore. Voglio ringraziare anche i tanti altri che, in occasione di mostre o altrove hanno espresso il loro interesse e apprezzamento verso le mie opere. Ringrazio ugualmente anche quelli che  mi hanno dato preziosi consigli (non si finisce mai di imparare), e anche (e forse ancora di più)  chi mi ha rivolto critiche; sono convinta che le  critiche fanno solo bene a chi non si accontenta mai dei risultati raggiunti e  cerca di migliorarsi sempre. Se miglioro continuamente lo devo anche a loro. 

Un ringraziamento particolare va a chi mi ha incoraggiata all'inizio e lo fa ancora, e soprattutto a chi ha comprato i miei  quadri, dandomi così un incoraggiamento  ben piu' concreto.

        

    Cristiana Ricci    

                                   

 

Post scriptum:

Una piccola annotazione riguardo ad alcune delle cose dette sul mio lavoro.....

E' stato talvolta associato al surrealismo, ma francamente, man mano che vado avanti, trovo che questo apparentamento non sia del tutto adeguato. Nella mia opera, al di là delle apparenze, la componente onirica o anche quella legata agli "incubi dell'inconscio" assume, in fondo, un ruolo marginale. Ma davvero qualcuno pensa che si sognino cose come quelle che dipingo? Me ne stupirei molto!  

Non sogni, semmai visioni!

Lo spunto dei miei lavori è tratto, sempre più, dalla realtà, proprio dalla realtà che vivo, laddove mi si offre una visione "ulteriore", che può sconfinare in una visione paradossale. Questo perchè nell'arte visiva si è costretti a volte ad accentuare per rendere evidente. 

Inoltre mi capita spesso di pensare per immagini. Non attraverso una "traduzione" successiva alla forma discorsiva, ma direttamente, nella loro  genesi, pensieri e riflessioni anche complesse mi si presentano (mi si svelano, oserei dire) in forma di immagine visiva. Forse perchè l'immagine, rispetto al concetto che definisce e chiude,  ha il pregio di lasciare una porta aperta sull'oltre.

Se si tratta di incubi, essi non derivano tanto da un generico "mondo dell'inconscio", ma da una visione consapevole del mondo esterno circostante, unita ad una visione interiore non inconscia, ma cosciente.  Il mio lavoro è quindi un tentativo di prendere consapevolezza di alcuni aspetti della realtà, sia oggettivi che soggettivi. Se poi appaiono elementi che scaturiscono dall'inconscio, beh, è possibile, tutti abbiamo un inconscio più o meno sotterraneo e magari può emergere quando meno te lo aspetti. Va da sè che ciò che emerge alla coscienza, evidentemente, non è più "inconscio", in senso stretto.

Vogliamo parlare di simboli, ok, ma in senso junghiano, per cui "il simbolo non rimanda a nulla di (già) noto", per cui se inconscio deve essere, è per incontrare qualcosa che non abbiamo ancora conosciuto, non le solite menate del Freud in versione Bignami, che sono un ennesimo tentativo di incasellare quello che non si può incasellare, nel (vano) tentativo di addomesticarlo.

Tuttavia nei miei lavori non manca anche una dimensione di fiducia, di speranza, oserei dire, e non certo un'ingenua speranza  in un mondo migliore, perchè l'essere umano potrà anche diventare migliore  in qualcosa ma inevitabilmente  diventare peggiore in altre, e fondamentalmente penso che sia stato e sarà sempre lo stesso, ugualmente capace della  grandezza come della  bassezza. La speranza  nasce piuttosto dalla consapevolezza che ad ognuno di noi è dato il modo di spendere bene i talenti che gli sono stati dati, qui ed ora, di trovare un senso alla propria vita, di rendere più umana quella piccola fetta di mondo che a ciascuno di noi è stata affidata. E tutto questo avrà un peso, comunque. 

Cristiana Ricci . 22  gennaio 2004         

 

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